La MVS Venturi: un’auto esotica sorprendentemente confortevole

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Nel 1989, una casa automobilistica francese poco conosciuta, MVS, introdusse tranquillamente un’auto sportiva a motore centrale pronta a sconvolgere il mercato, non con prestazioni grezze, ma con una miscela senza precedenti di comfort e fascino esotico. La Venturi è stata progettata per essere un’esotica accessibile, evitando le dure realtà spesso associate alle auto sportive di fascia alta.

La storia dei perdenti

La MVS è stata fondata dall’ingegnere Claude Poiraud e dallo stilista Gérard Godfroy, che immaginavano un’auto sportiva francese che non punisse il suo guidatore. Iniziando con un modello di telaio VW GTI nel 1984, si assicurarono i finanziamenti e collaborarono con il costruttore di auto da corsa Jean Rondeau nel 1985. Nel 1987, il primo Venturi di produzione uscì dalla linea, costruito da un team snello di soli 35 dipendenti. Questa efficienza ha consentito a MVS di evitare molte insidie ​​tipiche della produzione automobilistica. Si sono concentrati sulla progettazione e sull’assemblaggio, esternalizzando parti da fornitori affermati come Renault e BMW, una strategia che ha mantenuto i costi gestibili e la qualità elevata.

Un esotico confortevole?

Il fascino del Venturi risiede nella sua praticità. A differenza degli interni angusti delle Ferrari o delle Corvette, la Venturi offriva uno spazio generoso anche per i guidatori più alti. I suoi davanzali bassi e gli alti tagli delle porte rendevano facile l’entrata e l’uscita, in netto contrasto con l’atto contorsionista richiesto da alcuni concorrenti. La struttura dell’auto era rigida, riducendo al minimo i rumori, anche dopo 2.000 miglia di test.

MVS ha dato priorità agli appuntamenti e al comfort. Gli interni presentavano finiture in pelle e legno di alta qualità, con cuciture diritte e finiture raffinate. Sebbene il motore PRV V-6 da 2,5 litri turbocompresso emettesse qualche sbuffo di turbo, l’esperienza di guida complessiva era molto meno stressante di quella di altri marchi esotici. L’accelerazione è stata decente da 6,7 ​​secondi a 60 mph, la frenata ha funzionato bene e la manovrabilità è stata clemente, rendendo il Venturi accessibile anche a chi non è abituato alle auto ad alte prestazioni.

Le sfide del mercato

Nonostante i suoi vantaggi, il Venturi dovette affrontare una dura battaglia. Al prezzo di 68.900 dollari, costava solo 9.000 dollari in meno rispetto a una Ferrari 328GTB, un marchio molto più affermato. L’importatore statunitense, North American MVS, pianificava ambiziosamente di vendere 300 unità nel primo anno, un obiettivo difficile per un marchio sconosciuto senza alcuna tradizione automobilistica.

Il Venturi rappresentava un approccio unico in un mercato guidato dalla moda. Offriva un’esperienza esotica senza i soliti sacrifici in termini di comfort o raffinatezza. Restava da vedere se ciò fosse sufficiente a superare il riconoscimento del marchio e le preferenze dei consumatori.

Alla fine, la MVS Venturi ha dimostrato che un’auto esotica può essere accessibile, comoda e ben costruita. Il suo successo, tuttavia, dipendeva dal fatto che gli acquirenti apprezzassero la praticità tanto quanto il prestigio.